Archivio di novembre 2009

sabato, 28 novembre 2009

Sabato 05 Dicembre 2009

la Delegazione FAI di Palermo organizza una

Visita Guidata del Museo del Caffè “Morettino”,

ospitato all'interno dell’omonimo stabilimento

in Via Nuova 105 A/B.

Sarà presente Riccardo Agnello,

che del Museo ha curato la progettazione e l'allestimento.

Appuntamento davanti l’ingresso alle 10,30.

Una delle sale del museo

Seicento pezzi esposti raccontano tre secoli di consumo e stili di vita legati alla popolare bevanda che fu definita “vitamina dello spirito”. Tra i tanti oggetti esposti ci sono anche arnesi dalle forme strampalate. Ci sono tostacaffè con un manico lungo, altri che hanno una curiosa forma sferica. Tra i macinini c’è quello classico delle nostre nonne, e macchine con doppie ruote dentate che sembrano marchingegni leonardeschi.. E infine le macchine per espresso, prodigi di ingegneria meccanica tutta italiana 

Ci sono le prime caffettiere a colonna degli inizi del ‘900 e i macinacaffè della prima guerra mondiale realizzati dai fanti con i porta-munizioni. E poi ancora i tostacaffè del ‘700 e dell’800 dalle curiose forme a padella, cilindrici o tondi che servivano per dorare il caffè. Sono oltre 600 i pezzi esposti nel Piccolo museo del caffè dell’industria Angelo Morettino Spa a Palermo. L’allestimento propone pezzi provenienti da tutto il mondo. Tra i tanti oggetti esposti arnesi dalle forme curiose e insolite. Nelle vetrine figurano tostacaffè con un manico lungo, altri che hanno una curiosa forma sferica. Tra i macinini c’è quello turco ottonato e quello delle nostre nonne, macchine con doppie ruote dentate che sembrano prodigi leonardeschi. E poi ancora macinini dalla strana forma a pera o a mela. 
Foto 1
Il progetto del museo parte in questi ultimi anni, ma Angelo Morettino, fondatore dell’azienda, ha faticato tutta una vita per recuperare questi pezzi da collezione ed è stato anche a Parigi alla ricerca dei cimeli di Procopio Coltelli, il palermitano che nel ‘600 fondò il celebre caffè Le Procope e contribuì a diffondere la cultura del caffè Oltralpe. Il museo mostra anche l’angolo del barista con decine di macchine per espresso recuperate nei vecchi bar della Penisola che segnano la sua storia dall’inizio del ‘900 asgli anni ’60.Infine la preziosa caffèttiera locomotiva del Toselli e interessanti alambicchi di vetro, testimonianza dell’applicazione dei principi di fisica, che davano la sensazione di ottenere un distillato prezioso. 
Segno di quest’attenzione agli aspetti culturali sono anche i corsi rivolti agli operatori specializzati e ai baristi e i seminari per tutte le scuole, per far crescere e diffondere la cultura del caffè in Italia. Il Piccolo museo del caffè ospita anche una biblioteca con testi in francese, inglese, tedesco e spagnolo e una raccolta di dipinti che hanno per tema il caffè, realizzati da artisti naif. Il piccolo museo del caffè può ospitare 50 visitatori per volta. L’ingresso è gratuito.
Si ringrazia L’Industria Morettino  

CAFFE’ MORETTINO 

Nel 1950 Angelo Morettino inizia a Palermo, sua città natale, l'attività nel settore del caffè con una formula incentrata sulla qualità generata da un'attenta selezione delle materie prime, sulla straordinaria competenza nella gestione del processo produttivo e sulla capacità di considerare il cliente il focus del business. Lo stabilimento attuale, sorto nel 1995, mantenuto costantemente aggiornato con l'applicazione di sofisticate tecnologie d'avanguardia, opera nel pieno rispetto ambientale e garantisce in ogni fase di lavorazione il mantenimento delle caratteristiche originarie delle materie prime.. La vocazione dell'azienda verso la qualità totale è testimoniata da un sistema di controllo dell'impatto ambientale e di gestione per la qualità di tutti i processi lavorativi attraverso un percorso di miglioramento continuo, certificato secondo le norme internazionali UNI EN ISO 14001 e 9001.

Visita guidata alla galleria regionale di Palazzo Abatellis

lunedì, 23 novembre 2009
Anisa Palermo Domenica 29 novembre 2009 alle ore 10.30 visita guidata alla galleria regionale di Palazzo Abatellis riaperta ampliata con un nuovo allestimento

I CIBI DEI LATINI

mercoledì, 18 novembre 2009

Giovedì 26 Novembre 2009 alle 18.00 incontro con il Prof. Gaetano de Bernardis e "I Cibi dei Latini” presso la Cappella lo Bianco di Via isidoro La Lumia 77/c per il ciclo CHE FAI STASERA organizzato dalla Delegazione FAI di Palermo 

Marco Gavio Apicio era un ricco romano del I secolo d.C. che amava molto la buona tavola. Un vero buongustaio! Ha scritto il De re coquinaria, un manuale di cucina con 478 ricette: secondo Plinio il Vecchio ha inventato quello che chiamiamo foie gras (faceva ingozzare le oche con i fichi per far ingrossare il loro fegato). Certo, nel manuale ci sono ricette veramente strane, ad esempio quelle a base di lingue di usignoli o di pappagalli lessi... Ma altre sono "normali", simili a piatti moderni, come lo sformato di sogliola, l'arrosto al sale e così via.

Naturalmente queste ricette erano destinate ai banchetti dei ricchi, perché il cibo della gente comune era molto più semplice: focacce, zuppe (con farro, ceci, orzo, fave), uova, olive, formaggio fresco acido e molti ortaggi. Le tavole dei ricchi, invece, traboccavano di ogni tipo di carni e di pesci, di verdure, di formaggi di capra e di pecora, di molti tipi di cereali; e poi funghi e tartufi, rane e lumache e, per finire, limoni, cedri, datteri... 

Quarant’anni d’insegnamento negli istituti superiori della città, Socio della Società Siciliana di Storia Patria, Consigliere di amministrazione del Centro Nazionale di Studi Pirandelliani che ha sede in Agrigento,  socio dell’ Accademia di Studi Mediterranei nella stessa città, Presidente della sezione palermitana dell'Associazione Italiana per la ricerca storico-critico-letteraria, Gaetano De Bernardis è autore di moltissime pubblicazioni con argomento il mondo dell’Antica Roma e allo stesso tempo della famosissima Grammatica Italiana che dalla fine degli anni 80 ha venduto più di un milione di copie.

Tagli al finanziamento del centro regionale di restauro e del centro di catalogazione

venerdì, 13 novembre 2009
Il Forum della Associazioni di Palermo ha indetto una riunione dei presidenti  per discutere espressamente  in merito alla manovra correttiva per l’esercizio finanziario 2009 proposta con D.d.L. governativo n. 446, che prevede, tra gli altri, la soppressione del Centro di restauro e del Centro di catalogazione dei Beni culturali. A parere di tutti i presidenti delle sottoscritte associazioni che costituiscono il Forum, si tratta di una alterazione organizzativa che inficia  gravemente l’intera struttura dell’Amministrazione regionale dei Beni Culturali in Sicilia, poiché i due Organismi, istituiti con la legge 80/1977 e regolamentati dalla legge 116/1980,  si sono dimostrati preziosi e indispensabili al funzionamento tecnico e scientifico nella gestione, conservazione e catalogazione del patrimonio storico artistico della nostra regione. Unanimemente i componenti del Forum hanno considerato l’importanza dei due organismi che nel corso di questi decenni hanno contribuito alla crescita culturale della nostra società e hanno costituito sul piano scientifico una nuova apertura alla ricerca e alla valorizzazione dei beni culturali. La nascita e la gestione  dei due Centri ha contribuito, infatti, in modo sostanziale alla valorizzazione e fruizione del patrimonio culturale siciliano che abbisognava e abbisogna ancora di nuove strategie perché si possano conseguire quelle aspettative auspicate dalle leggi che ne avevano ispirato l’organizzazione. L’attività dei due Centri, in questi decenni ha anche qualificato, a livello europeo, l’Amministrazione regionale siciliana e sarebbe davvero un errore eliminare strumenti culturali che qualificano i nostri operatori e costituiscono base di formazione di tanto personale specializzato. Pertanto tutte le associazioni del Forum, all’unanimità, sono solidali con il personale del Centro Catalogo e del Centro Restauro e chiedono la revoca della manovra correttiva che minaccia l’eliminazione ingiustificata e ingiustificabile di due necessari strumenti tecnico scientifici, indispensabili alla corretta gestione dei Beni Culturali della Sicilia. Palermo, 11.11.09

AMICI DEI MUSEI,  ANISA,  DIMORE STORICHE,  FAI,  ITALIA NOSTRA,    SALVARE PALERMO

Il Coordinatore  del Forum

Nino Vicari

CONVEGNO PALERMO, ALLE RADICI DEL DISASTRO URBANISTICO Cinquant’anni dalla demolizione di villa Deliella 1959-2009

venerdì, 13 novembre 2009

Palermo, 30 novembre 2009, Sala Magna dello Steri

Il convegno è organizzato dalla Fondazione Salvare Palermo onlus in collaborazione con l’Università di Palermo e con il contributo di Banca Nuova. L’iniziativa si propone, a cinquant’anni dalla demolizione di Villa Deliella, (evento simbolo di quel che sarà il sacco di Palermo) una riflessione matura e opportuna delle forze vive della Città in merito agli eventi ormai lontani nel tempo e che tuttavia hanno segnato e segnano ancora il destino di Palermo. Si tratterà non solo di ripercorrere criticamente gli avvenimenti ma anche di ripensare il futuro urbanistico della Città, a cominciare proprio dalla Piazza Croci rimasta deturpata dalla demolizione di uno dei gioielli più preziosi del liberty palermitano, opera di Ernesto Basile. Un concorso di idee accompagnerà il convegno di studi destinato quindi non solo a capire ma anche a costruire. Saranno necessari competenze e saperi storici, giuridici, architettonici, urbanistici  e possibilmente testimonianze vive di protagonisti e di esperti disposti ad interpretare, in funzione del futuro, l’evoluzione della città in questi anni cruciali.

Comitato organizzatore: Salvatore Butera, Maria Borsellino, Adriana Chirco, Piero Di Leo, Rosanna Pirajno, Nino Vicari Programma: 9,30         Apertura dei lavori Saluti del Magnifico Rettore Roberto Lagalla Saluti del Presidente della Fondazione Salvare Palermo Onlus Salvatore Butera 9,45         Relazioni
  • Piero Violante: Società, politica e istituzioni a Palermo sul finire degli anni ‘50
  • Alessandro Pajno: Il quadro legislativo
  • Nino Vicari: La pianificazione urbanistica
11,00        Interventi programmati Nino Aquila, Teresa Cannarozzo, Adele Mormino, Bernardo Rossi Doria, Umberto Santino, Giuseppe Trombino 12,30        Inaugurazione nella Sala delle Armi della mostra fotografica” Alle origini della città odierna”, a cura di Adriana Chirco, e di quella cartografica a cura di Maria Borsellino e Piero Di Leo 13,00        Break Lunch 15,30        Tavola rotonda sul tema “Palermo: alla ricerca di un futuro” – modera Salvatore Butera Intervengono: Paola Barbera, Antonio Calabrò, Gioacchino Lanza Tomasi, Salvatore Nicosia, Rosanna Pirajno, Sergio Troisi Conclusioni     Maurizio Carta 17,00                Dibattito aperto alle associazioni del Forum 17,45                Presentazione del concorso di idee per il museo della città nell’area di Villa Deliella, a cura di Rosanna Pirajno 18,00                Conclusione dei lavori Invito Giornale di Sicilia 27 novembre 2009 La Repubblica Palermo 27 novembre 2009

Conferenza “L’architettura organica: Leonardo Ricci in Sicilia”

venerdì, 6 novembre 2009

Domenica 8 novembre, alle ore 17,30, presso il centro culturale Biotos, in via XII gennaio 2, Giuseppe Parello terrà una conferenza sul tema "L'architettura organica: Leonardo Ricci in Sicilia".

“E ringrazia che è finita la vernice”

sabato, 31 ottobre 2009

Giovedì 05 Novembre 2009 alle 18.00 "E ringrazia che è finita la vernice", incontro con Geraldina Piazza ispirato al suo libro dove raccoglie 25 anni di fotografie di graffiti e scritte sui muri di tutta la Sicilia. L'appuntamento fa parte del ciclo CHE FAI STASERA organizzato dalla Delegazione FAI di Palermo e si terrà presso la Cappella Lo Bianco in Via Isidoro La Lumia 77/c a Palermo.

“Ciò che ha ispirato questo libro è solo un forte spirito d’osservazione e l’ammirazione verso questa forma di libertà che è la “scritta”, sia su un muro, che su un’insegna o su un pezzo di carta. “Coquistati ogni giorno la tua libetà” recita una di queste fotografata sul muro della stazione di Milazzo. Anche scrivendo in modo sgrammaticato, ma nell’assoluta autonomia di espressione e di pensiero.
Fotografo tutto e tutti da più di 25 anni, grazie a mio padre Alberto che ricordo con la Leica al collo come un’appendice naturale. Una delle prime foto, risalente al 1982, è stata quella che campeggiava sulla casina che divide il viale della Favorita all’ingresso su piazza Leoni: “Ognuno con la vernice sua ci scrive quel che gli pare”. Da lì nasce l’idea.
Ho cercato di utilizzare le mie foto come fanno quelli che, provvisti di una qualunque collezione, invitano le ragazze a casa promettendo di farle strabiliare; solo che i ragazzi che venivano a casa mia a vedere la mia collezione di scritte ridevano a crepapelle perdendo qualunque velleità amatoria. Così ho capito che avrei dovuto farne un uso diverso.
Una delle caratteristiche di questo libro è l’aver fermato il tempo per qualche attimo, visto che le scritte, così come compaiono, nel giro di poco scompaiono, o perché cancellate da mano pietosa, o perché corrette, o, semplicemente per causa di forza maggiore. Sappiate, infatti, che una buona parte di ciò che ho fotografato non è più reperibile da nessuna parte.”
 
Geraldina Piazza
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