Il forum delle associazioni incontra il nuovo Assessore al centro storico

Incontro con il Forum delle Associazioni per la revisione del PPE del Centro Storico

L’Assessore al centro storico, Maurizio Carta, ha incontrato ieri il Forum delle Associazioni, coordinato da Nino Vicari, che racchiude in un unico soggetto di riflessione e proposta gli Amici dei Musei, l’Anisa, l’Associazione Dimore Storiche, il Fai, Italia Nostra e Salvare Palermo.

All’incontro erano presenti Nino Vicari, Piero Longo, Mariella Riccobono, Renato Palazzo, Renata Prescia, Maria Antonietta Spadaro, Bernardo Tortorici, Lelia Collura e Salvatore Butera.

La riunione si è svolta in un clima di grande e proficua collaborazione, avendo individuato nel rilancio dell’azione di recupero e valorizzazione del Centro Storico un obiettivo strategico dell’Amministrazione Comunale ed una forte e sentita necessità della collettività.

L’incontro, il primo di una serie di consultazioni che l’Assessore Carta intende svolgere per mettere a punto il programma culturale ed operativo per la revisione del PPE (nella sezione in primo piano  il nostro appello per la revisone del PPE del centro storico), ha avuto il suo punto focale nella necessità di rimettere le politiche e gli interventi sul centro storico entro lo scenario generale di riqualificazione e trasformazione della città, considerando contemporaneamente la specificità del sistema della città antica e l’indispensabile composizione di un quadro unitario delle funzioni che ciascuna parte è chiamata ad assolvere, in modo che “la città nel suo insieme possa corrispondere alle comuni aspettative di funzionalità, efficienza e bellezza” ha dichiarato il Forum in un documento presentato all’Assessore.

La necessità più volte richiamata dall’Assessore Carta, anche per la sua delega al piano strategico, di potenziare il “policentrismo” della città è uno degli obiettivi prioritari che permettono di rivedere la riqualificazione del centro storico entro un ripensamento complessivo delle centralità urbane, in modo da non tralasciare il ridisegno complessivo del futuro della città di Palermo.

Dal punto di vista dell’immediata operatività il Forum delle Associazioni si è dichiarato disponibile a mettere a disposizione dell’Amministrazione il proprio bagaglio di competenze e di conoscenze per contribuire alla costruzione del quadro conoscitivo informatizzato del Centro storico, già avviato dall’Assessorato e ulteriormente rilanciato nelle scorse settimane. Il quadro conoscitivo, un vero e proprio Atlante del Centro Storico di Palermo, consentirà di avere una base di conoscenza condivisa indispensabile ad orientare le decisioni dell’Amministrazione e le azioni degli altri soggetti sul recupero edilizio, sulle politiche abitative, sulla rigenerazione economica e sociale, sull’individuazione di sistemi integrati in cui attivare progetti pilota in grado di moltiplicare gli effetti virtuosi del recupero pubblico e privato.

Dopo la fase di incentivazione degli interventi privati, attraverso i bandi per contributi, oggi abbiamo la necessità di riattivare gli interventi pubblici, non solo sugli edifici, ma anche sulla mobilità, sui servizi e soprattutto sugli spazi pubblici, necessario tessuto connettivo per la vivibilità della città storica.

Durante la riunione sono anche state affrontate alcune questioni di contenuto sul nuovo PPE, le quali saranno oggetto di ulteriore approfondimento e confronto, coinvolgendo anche altri soggetti istituzionali, scientifici, culturali e professionali, soprattutto relativamente alle strategie, alle politiche urbane e agli strumenti tecnici, finanziari e fiscali per ridare slancio all’azione di recupero non tradendo l’identità storica e culturale della città antica.

“L’incontro – ha dichiarato l’Assessore Carta – è stato proficuo non solo nel merito, ma anche nello spirito e nel metodo perché inaugura una importante stagione di dialogo tra Amministrazione e Città, riportando nell’arena pubblica l’obiettivo del recupero, riqualificazione e rigenerazione del Centro Storico”.

“Come ho già dichiarato, – continua l’Assessore Carta – la revisione del PPE sarà elaborata utilizzando le straordinarie professionalità dell’Ufficio del Centro Storico, potenziate negli anni dal lavoro sul campo, accompagnate dal contributo di esperienze della comunità culturale e professionale, alimentando costantemente il dibattito e la riflessione critica”.

Palermo, 24 settembre 2009


Un Commento a “Il forum delle associazioni incontra il nuovo Assessore al centro storico”

  1. Leandro Janni scrive:

    Italia Nostra – Onlus
    Consiglio Regionale Sicilia
    Uffici – viale Conte Testasecca, 44
    93100 Caltanissetta, ITALIA
    tel. 0934.541722 fax 0934.542677
    cell. 333.2822538 leandrojanni@tiscali.it

    Con riferimento alla tavola rotonda sul “centro storico” di Palermo, promossa da Italia Nostra nell’ambito della campagna nazionale “Paesaggi sensibili urbani”, invio testo scritto del mio intervento.

    Un saluto,
    Leandro Janni
    Presidente Italia Nostra Sicilia

    Palermo, 21 ottobre 2009 – Palazzo Chiaramonte “Steri”

    Tavola rotonda

    Paesaggi sensibili urbani – il centro storico di Palermo

    SICILIA 2009. Cadono a pezzi i nostri centri storici. Cade a pezzi, si briciola il centro storico di Palermo. Come ha scritto Cesare Brandi in Terre d’Italia, diversi anni fa, “Là le rovine sono ormai macerie: e le macerie fango: e il fango… diviene la spocchia del Parlamento siciliano, il primo parlamento del mondo!”

    Nella città antica le mura rappresentavano il principio femminile protettivo, che racchiude, che accoglie. Le mura, simbolo della soglia – del “limite” – segnavano il passaggio dallo spazio esterno (profano e imperscrutabile), allo spazio interno (sacro e accogliente, familiare). Le mura – il recinto, la soglia – costituiscono uno dei simboli, degli archetipi dell’architettura. Nella città attuale lo spazio viene utilizzato in termini economici di efficienza e profitto, secondo una prassi urbanistica decisionale, espressione di un “nomos”, di un sapere/potere, che opera per conto di interessi sostanzialmente speculativi, omologando il territorio e la sua organizzazione, cancellando le caratteristiche di identità, di complessità, di omeostasi. Il vasto, indefinito territorio urbano di Palermo è oggi fortemente caratterizzato da un’edilizia senza forma e senza qualità, che ha persino cancellato luoghi e confini originari, realizzando metri cubi su metro quadro di anonime, indifferenti costruzioni. Una sorta di scacchiera – confusa, dispersa e indefinita. Non pensata, non immaginata. Un inevitabile, pervasivo “dappertutto”. La città moderna, contemporanea è uno spazio, una condizione dell’atopia che, proprio per questo suo carattere straniante – in cui ci si smarrisce e insieme ci si ritrova – può essere percepito come una sorta di labirinto. In alcuni casi, situazioni particolari, speciali, in cui lo schematismo geometrico si indebolisce, si frantuma, in cui il labirinto diventa “altro” – spazio polemico, erotico, ibrido, luogo del possibile – la città può essere percepita, letta, come una sorta di arabesco: ad esempio, la Palermo della valle dell’Oreto, il parco della Favorita, gli orti e i giardini storici, monte Pellegrino, capo Gallo, parco d’Orleans, Ciaculli, l’area di Brancaccio-Maredolce. La straordinaria “icona” del centro storico.

    La questione “centro storico” è grave e rilevante, complessa. Al di là degli slogan, al di là del marketing urbano, al di là della facile propaganda politica, servono risposte concrete, autentiche. Non improvvisate, non episodiche. La questione “centro storico” contiene dentro di sé diverse altre questioni, diversi altri temi: le dinamiche sociali, l’identità culturale, la pianificazione urbana e territoriale, il problema della casa, la tutela e la valorizzazione del patrimonio storico-artistico, il tema (assai delicato) del restauro, la manutenzione degli edifici, la viabilità, il verde, i parcheggi, l’arredo e il decoro urbano. E poi: l’efficienza e l’efficacia organizzativa delle istituzioni, il reperimento e la gestione delle risorse economico-finanziarie, la qualità dei servizi, le infrastrutture in rete, il lavoro, l’artigianato, la cultura d’impresa. I centri storici rappresentano una risorsa, un’opportunità straordinaria per lo sviluppo economico e sociale delle nostre città. Il loro recupero, la loro rivitalizzazione richiedono grande impegno politico e istituzionale, capacità di programmazione e progetto, trasparenza amministrativa, capacità di coinvolgimento e coordinamento dei diversi soggetti pubblici.

    La realtà delle cose, nell’Isola, ci dice che manca una specifica legislazione regionale, troppo spesso mancano i piani particolareggiati, mancano progetti seri. Insomma, la solita Sicilia: irresponsabile, confusa, velleitaria. Irredimibile? Noi abbiamo il dovere di tutelare i nostri centri storici, che Antonio Cederna definì “beni culturali unitari, monumenti da conservare integralmente”. Perché non denunciare, allora, i politici e gli amministratori siciliani, eletti e governanti dal dopoguerra ad oggi, per la clamorosa omissione-rimozione dei nostri centri storici, oggi – tranne qualche eccezione – in evidente stato di disfacimento?

    Noi di Italia Nostra affermiamo, ancora una volta, che è necessaria una legge di principi. E inoltre: la loro conservazione, il mantenimento e il ripristino dell’essenziale funzione residenziale e il contrasto degli usi impropri e degradanti. Al tema della salvaguardia dei centri storici si lega quello della “manutenzione” ordinaria degli edifici storici. Sotto questo aspetto, si sono avuti in questi anni troppi sprechi, si sono consumate forme di illegalità. Questo tipo di intervento è del tutto ignorato e si interviene soltanto – secondo discutibili scelte di priorità – su monumenti da restaurare integralmente e confondendo il restauro conservativo con errati interventi denominati “ripristino”, “recupero”, “ristrutturazione”. Noi di Italia Nostra proponiamo, chiediamo, ancora una volta, che si istituiscano, nei comuni, specifici Uffici per il Centro Storico, e che si proceda alla manutenzione ordinaria e programmata dei “monumenti” e dei cosiddetti “arredi urbani”.

    In Sicilia, l’Autonomia, pessimamente interpretata dal ceto politico nostrano, ha prodotto guasti, estese devastazioni ambientali, dolorose cancellazioni. Basta osservare i territori, i paesaggi, i nostri centri storici – appunto –, le coste. Ormai è chiaro, chiarissimo: alle politica “per” i beni culturali, viene di gran lunga preferita la politica “nei” beni culturali. D’altronde cos’è, se non uno straordinario bene culturale, il superbo Palazzo Reale di Palermo, nel quale ha sede e opera l’Assemblea Regionale Siciliana? E però, colpisce non poco lo scarto tra qualità (alta) del luogo di produzione e qualità (assai bassa, spesso rovinosa) del prodotto. Comunque sia, politici e amministratori una cosa l’hanno capita: i beni culturali e ambientali rappresentano il palcoscenico, “la location” ideale per mettersi in mostra, darsi visibilità, consolidare o accrescere il consenso personale, certificare la propria esistenza politica. D’altronde, una bella cornice, una buona scenografia è meglio di niente! Per gli anni che verranno, noi ci auguriamo che lo scarto tra qualità dei beni culturali e ambientali siciliani e qualità delle politiche per la loro conoscenza, tutela e valorizzazione si riduca sempre di più. Ci auguriamo una classe di politici e amministratori preparati e consapevoli, rispettosi delle istituzioni, capaci di coniugare, sapientemente, identità e futuro, memoria e dimenticanza; pubblico e privato. Ci auguriamo istituzioni preposte alla conoscenza, tutela e valorizzazione dei beni culturali e ambientali autorevoli, competenti e libere. Il presente, il cattivo presente, intanto, troppo spesso ci appare come una condanna, un inestricabile, oscuro labirinto senza limiti e senza confini. Senza aria.

    Mario Fazio ha scritto: “La speranza insopprimibile di una società più giusta e di città più “sostenibili” (umanamente quanto ecologicamente) non richiede rivoluzioni, ma la crescita della dignità e della consapevolezza dei cittadini, del loro coraggio critico e propositivo”.

    Leandro Janni
    Presidente Italia Nostra Sicilia

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