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Appuntamento con CHE FAI STASERA
martedì, 29 settembre 2009Il forum delle associazioni incontra il nuovo Assessore al centro storico
sabato, 26 settembre 2009Incontro con il Forum delle Associazioni per la revisione del PPE del Centro Storico
L’Assessore al centro storico, Maurizio Carta, ha incontrato ieri il Forum delle Associazioni, coordinato da Nino Vicari, che racchiude in un unico soggetto di riflessione e proposta gli Amici dei Musei, l’Anisa, l’Associazione Dimore Storiche, il Fai, Italia Nostra e Salvare Palermo.
All’incontro erano presenti Nino Vicari, Piero Longo, Mariella Riccobono, Renato Palazzo, Renata Prescia, Maria Antonietta Spadaro, Bernardo Tortorici, Lelia Collura e Salvatore Butera.
La riunione si è svolta in un clima di grande e proficua collaborazione, avendo individuato nel rilancio dell’azione di recupero e valorizzazione del Centro Storico un obiettivo strategico dell’Amministrazione Comunale ed una forte e sentita necessità della collettività.
L’incontro, il primo di una serie di consultazioni che l’Assessore Carta intende svolgere per mettere a punto il programma culturale ed operativo per la revisione del PPE (nella sezione in primo piano il nostro appello per la revisone del PPE del centro storico), ha avuto il suo punto focale nella necessità di rimettere le politiche e gli interventi sul centro storico entro lo scenario generale di riqualificazione e trasformazione della città, considerando contemporaneamente la specificità del sistema della città antica e l’indispensabile composizione di un quadro unitario delle funzioni che ciascuna parte è chiamata ad assolvere, in modo che “la città nel suo insieme possa corrispondere alle comuni aspettative di funzionalità, efficienza e bellezza” ha dichiarato il Forum in un documento presentato all’Assessore.
La necessità più volte richiamata dall’Assessore Carta, anche per la sua delega al piano strategico, di potenziare il “policentrismo” della città è uno degli obiettivi prioritari che permettono di rivedere la riqualificazione del centro storico entro un ripensamento complessivo delle centralità urbane, in modo da non tralasciare il ridisegno complessivo del futuro della città di Palermo.
Dal punto di vista dell’immediata operatività il Forum delle Associazioni si è dichiarato disponibile a mettere a disposizione dell’Amministrazione il proprio bagaglio di competenze e di conoscenze per contribuire alla costruzione del quadro conoscitivo informatizzato del Centro storico, già avviato dall’Assessorato e ulteriormente rilanciato nelle scorse settimane. Il quadro conoscitivo, un vero e proprio Atlante del Centro Storico di Palermo, consentirà di avere una base di conoscenza condivisa indispensabile ad orientare le decisioni dell’Amministrazione e le azioni degli altri soggetti sul recupero edilizio, sulle politiche abitative, sulla rigenerazione economica e sociale, sull’individuazione di sistemi integrati in cui attivare progetti pilota in grado di moltiplicare gli effetti virtuosi del recupero pubblico e privato.
Dopo la fase di incentivazione degli interventi privati, attraverso i bandi per contributi, oggi abbiamo la necessità di riattivare gli interventi pubblici, non solo sugli edifici, ma anche sulla mobilità, sui servizi e soprattutto sugli spazi pubblici, necessario tessuto connettivo per la vivibilità della città storica.
Durante la riunione sono anche state affrontate alcune questioni di contenuto sul nuovo PPE, le quali saranno oggetto di ulteriore approfondimento e confronto, coinvolgendo anche altri soggetti istituzionali, scientifici, culturali e professionali, soprattutto relativamente alle strategie, alle politiche urbane e agli strumenti tecnici, finanziari e fiscali per ridare slancio all’azione di recupero non tradendo l’identità storica e culturale della città antica.
“L’incontro – ha dichiarato l’Assessore Carta – è stato proficuo non solo nel merito, ma anche nello spirito e nel metodo perché inaugura una importante stagione di dialogo tra Amministrazione e Città, riportando nell’arena pubblica l’obiettivo del recupero, riqualificazione e rigenerazione del Centro Storico”.
“Come ho già dichiarato, – continua l’Assessore Carta – la revisione del PPE sarà elaborata utilizzando le straordinarie professionalità dell’Ufficio del Centro Storico, potenziate negli anni dal lavoro sul campo, accompagnate dal contributo di esperienze della comunità culturale e professionale, alimentando costantemente il dibattito e la riflessione critica”.
Palermo, 24 settembre 2009
APERTURA STRAORDINARIA DI CASTELLO UTVEGGIO
mercoledì, 23 settembre 2009Cambiamo il “piano casa” accogliendo i buoni esempi
giovedì, 3 settembre 2009CAMBIAMO IL “PIANO CASA” ACCOGLIENDO I BUONI ESEMPI
Nino Vicari La Giunta regionale, con qualche ritardo, ha approvato il disegno di legge sul “piano casa”, che ora attende di essere esaminato dall’Assemblea. C’ è quindi ancora spazio per qualche riflessione utile ad adottare idonei correttivi al fine di adeguare il testo ai criteri più avanzati che hanno ispirato le leggi già approvate da altre Regioni più sollecite e più virtuose. Non condividiamo il “piano casa” come concepito dal governo centrale con l’esplicito intento di rilanciare l’economia nel settore stagnante dell’edilizia, e ciò per due ordini di motivi. Il primo è quello che di tutto hanno bisogno i siciliani fuorché di accrescere il già esorbitante patrimonio abitativo, se è vero che la Sicilia dispone mediamente di due vani per ogni abitante. Il secondo è che gli obbiettivi enfaticamente dichiarati in premessa al disegno di legge, “migliorare la qualità abitativa”, “favorire la diffusione di soluzioni tecnologiche eco-sostenibili”, “ridurre il rischio sismico”, non possono riferirsi ai soli ampliamenti, ma dovrebbero riguardare prioritariamente la riqualificazione del patrimonio edilizio esistente, il cui stato di vetustà e di insicurezza richiede interventi di maggiore urgenza. Il “piano casa” che avremmo auspicato è perciò quello che affrontasse, con adeguate risorse pubbliche, il fabbisogno dei senza-casa, le famiglie a basso reddito, le giovani coppie, e che incentivasse le risorse private per adeguare le vecchie case a più moderni criteri di abitabilità, sul piano tecnologico e della sicurezza impiantistica e strutturale. Mentre contro la crisi del settore edilizio sarebbe più ragionevole il sostegno pubblico agli enti locali per dotare i quartieri di scuole, giardini, attrezzature sportive, servizi sociali. Ma poiché l’idea di far fronte alla crisi non con le risorse pubbliche, ma con il risparmio che i privati cittadini sono pronti a dissotterrare dal pavimento, pur di potere liberamente ampliare soprelevare ricostruire, ha avuto grande e universale accoglienza, come dimostra l’adesione unanime delle Regioni, è opportuno che i provvedimenti legislativi che ne conseguono riducano quanto più è possibile l’impatto negativo che la crescita generalizzata e indiscriminata del patrimonio edilizio produrrà sul territorio. Le più virtuose delle Regioni che hanno già varato la propria legge hanno dedicato qualche attenzione ad attenuare tale impatto. La Regione Lazio subordina gli ampliamenti e le ricostruzioni all’esistenza o all’adeguamento delle opere di urbanizzazione primaria e secondaria (servizi a rete, attrezzature sociali) in relazione al maggior carico urbanistico conseguente. La Regione Puglia richiede il rispetto delle altezze massime e delle distanze minime previste dagli strumenti urbanistici vigenti. La Regione Emilia-Romagna ammette l’ampliamento, la demolizione e ricostruzione di edifici, solo se gli strumenti adottati o vigenti prevedano interventi di ripristino e di ristrutturazione e drasticamente non le ammette nei centri storici e nelle zone sotto tutela. La Regione Toscana ammette gli ampliamenti solo se gli strumenti urbanistici locali consentano la ristrutturazione edilizia con addizioni funzionali o incrementi volumetrici. Sono solo alcuni esempi che potrebbero ispirare il legislatore siciliano a rivedere in aula il disegno di legge di iniziativa governativa facendo tesoro delle esperienze che nel resto d’Italia sono maturate, nel rispetto dei principi contenuti nella legge urbanistica quadro, tuttora vigente, che impone “limiti inderogabili” di densità edilizia, di altezza, di distanza tra i fabbricati e “rapporti massimi” tra spazi destinati agli insediamenti residenziali e produttivi e spazi pubblici o riservati alle attività collettive, al verde pubblico e ai parcheggi. Avendo cura alla “qualità architettonica” degli interventi, che, come risulta dal testo del governo, è lontana dai pensieri dei proponenti. Ci auguriamo inoltre che il legislatore rinunci a quella chicca tutta nostrana contenuta nel disegno di legge, che, mentre infuoca la polemica per l’insopportabile eccesso di personale nella Regione, non perde l’occasione di prevedere la stipula di contratti di collaborazione con personale esterno da adibire al maggior carico di lavoro conseguente al “piano casa”. Nino Vicari (L’autore è coordinatore del Forum delle associazioni)